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HOME » La Biblioteca | Gli archivi

ultima modifica: 17/10/2014

archivioGli archivi

Presso la biblioteca sono anche conservati alcuni fondi archivistici, la cui consultazione è possibile ai ricercatori per motivate ragioni di studio e secondo determinate modalità.

 

Archivio storico comunale

L'Archivio Storico del Comune di Cesenatico è andato quasi completamente perduto a seguito degli avvenimenti bellici. Dalla distruzione o dispersione, come pare sia accaduto in taluni casi, si sono conservati solo pochi materiali che costituiscono, nel complesso, l’Archivio storico del Comune di Cesenatico, oggi conservato presso la Biblioteca comunale di Cesenatico.

Il nucleo più importante è formato dalle serie di Consiglio, Podestà e Giunta, per un totale di 58 registri che ricoprono un arco temporale compreso fra 1865 e 1956.

 

Archivio dell’Azienda di Soggiorno di Cesenatico

L'Azienda di Soggiorno di Cesenatico fu costituita nel 1927, a seguito del riconoscimento di Cesenatico come località “di cura e soggiorno” secondo una legge del 1926 che attribuiva questa qualifica ali luoghi "ai quali conferisce importanza essenziale nell'economia locale il concorso di forestieri in tutte o in alcune stagioni dell'anno a scopo di cura, di soggiorno o di svago".

L’Azienda di Soggiorno di Cesenatico fu particolarmete attiva nel dopoguerra e soprattutto negli annoi del boom, tra ’60 e ’70, quando, grazie anche alla guida di autentici meatri della promoizje tutistica comne Primo Grassi, fu elemnto determinante non solo della prmzje titistica ma anche della vita cultuyrakle ciuvile della città. Per questo motivo l’archivio dell’Azienda di Soggiorno è una fonte di grande importanza per la storia locale del dopoguerra e soino al 1986, quando anche l’Azioenda di Sogiiorno di Cesenmatico furono abolite a segiuioto della nuoba normativa nazinale, con u,passaaggio diu fuzniooni,  e bnei immobioli e mnpobili, tra cui appunto l’archivio, alc Comune. L'archivio è sttao poi completamente riordinato e inventariato nel 2003 e collocato presso la Biblioteca Comunale “Marino Moretti”.

La consistenza complessiva dell’archivio è risultata di 274 registri, 23 quaderni, 62 buste, 1313 fascicoli, ed inoltre 111 cartelle di rassegna stampa e circa 6000 fotografie, suddivise secondo il seguente prospetto.

Archivio dell’“Eredità Baldini”

La vicenda storica delle carte costituenti l’archivio Baldini è a tutt’oggi difficilmente ricostruibile. Il fondo è pervenuto presso la Biblioteca Marino Moretti di Cesenatico nel 1993 in seguito a una donazione effettuata dalla vedova del collezionista Quinto Benini. È, dunque, presumibile che il nucleo originario, forse oggetto di smembramenti e dispersione, sia potuto giungere su alcune bancarelle di antiquariato venendo acquistato da privati. Il corpus è, infatti, fortemente lacunoso e si può pertanto supporre con la medesima cautela che parte delle carte sia approdata altrove o, nella peggiore delle ipotesi, andata distrutta.

I pochi elementi certi si possono desumere dalle carte stesse. L’Eredità o Beneficenza Baldini, istituzione di carità sorta grazie al lascito testamentario eseguito da Felice Baldini il 16 settembre 1780, fece capo a Cesena sino al 1842 quando l’amministrazione passò al Comune di Cesenatico. A tal proposito particolarmente significativa è la lettera del 25 luglio 1842 inviata da Pirro della Massa, amministratore dell’Eredità Baldini, a Settimio Fabbri, priore di Cesenatico, dalla quale si desume che il trasferimento di sede e amministrazione si era di fatto già concluso. Benedetto Morigi di Cesenatico divenne nel 1843 il nuovo amministratore. L’Eredità Baldini, in seguito appellata Congregazione di Carità di Cesenatico, si estinse ufficialmente il 25 settembre 1978.

Numerose le opere di carità esercitate dalla Beneficenza Baldini, in primis assegnazioni dotali a giovani donne prive di mezzi e attribuzioni di sussidi a studenti per il mantenimento agli studi. Particolarmente intensa, inoltre, appare l’attività dell’Ospedale e dell’Asilo Infantile di Cesenatico, anch’essi dipendenti dalla Congregazione. Sulla base della documentazione è fondato ritenere che la Congregazione di Carità intrattenesse intensi rapporti anche con l’Accademia Filodrammatica e la Lega per l’Istruzione Popolare, altre istituzioni di beneficenza operanti a Cesenatico che rientravano, forse, nell’orbita di influenza della stessa Congregazione.

La presenza di ampi vuoti temporali, all’interno di arco cronologico altrettanto vasto che va dal 1775 al 1979, e il caos in cui versavano i documenti al loro arrivo in biblioteca ha reso impossibile la ricostruzione dell’ordine originario. Si è, pertanto, tentato di individuate alcune serie, più o meno omogenee, in attesa che l’improbabile ritrovamento dei pezzi mancanti possa restituire al corpus l’antica fisionomia.

Le 12 buste e le carpette dei 107 fascicoli sono state realizzate con fogli di carta in PH neutro.

 

Altri fondi archivistici

È inoltre presente una serie di bandi, formata da notificazioni pubbliche e proclami risalenti al XVIII e XIX secolo, e una cartella con lettere e documenti vari relativi al passaggio di Garibaldi nel porto di Cesenatico e alle iniziative promosse dal Comune per l’erezione di monumenti e lapidi commemorative.

Recenti donazioni hanno infine apportato nuovo materiale documentario come il fondo Ginesio Marconi, medico e direttore del vecchio Ospedale Civile di Cesenatico e autore della nota “Relazione sulle condizioni igienico-sanitarie di Cesenatico” del 1907, e il fondo Maurizio Carati che con documenti, lettere, taccuini di memorie e fotografie, testimonia l’affascinante vicenda esistenziale di una fervente garibaldina, Repubblica Fadigati Armani.

 

Modalità di consultazione dei fondi archivistici

La Biblioteca di Cesenatico garantisce la consultazione dei documenti appartenenti ai propri fondi archivistici e alle raccolte di libri e materiali di particolare rarità o pregio. La consultazione degli archivi e raccolte speciali avviene previo appuntamento, e prevede la compilazione di un modulo dove il richiedente si identifica, indica il motivo della ricerca, e si impegna a consegnare copia della eventuale pubblicazione o del risultato della ricerca. La consultazione avviene con modalità tali da assicurare la sorveglianza continua, personale o con strumenti elettronici (es. telecamere con registrazione), e può essere subordinata alla disponibilità di personale in grado di assicurare l’assistenza per la ricerca in archivio. La consultazione dei documenti d’archivio, potendo riguardare circostanze relative a persone, avviene nel rispetto delle norme sulla sicurezza dei dati personali. Il ricercatore è responsabile direttamente dell’utilizzo dei dati raccolti in relazione alle normative vigenti. La riproduzione dei documenti d’archivio avviene di norma attraverso l’utilizzo di strumenti di riproduzione digitale anche direttamente da parte dell’utente, previa autorizzazione del bibliotecario. La fotocopia è ammessa solo nel caso in cui il bibliotecario verifichi che essa non arrechi danno al documento.

 

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